La scuola in ospedale nasce in Italia intorno agli anni ’50, quando in alcuni reparti pediatrici. Furono aperte delle sezioni di scuole speciali per fornire un sostegno didattico ai piccoli pazienti ed evitare le difficoltà tipiche del rientro nella classe di provenienza.

La C.M. 2 dicembre 1986, n. 345 ratifica la nascita delle sezioni scolastiche all’interno degli ospedali. Con essa e con i successivi interventi è sancito il carattere “normale” (fatte salve le necessità specifiche) della scuola in ospedale come sezione staccata della scuola del territorio.
La successiva C.M. n. 353 del 1998 afferma poi che “organizzare la scuola in ospedale significa riconoscere ai piccoli pazienti il diritto–dovere all’istruzione e contribuire a prevenire la dispersione scolastica e l’abbandono”. Questa particolare dimensione formativa è così collocata nella cornice più ampia di azioni mirate a prevenire la dispersione scolastica.

Nella città di Sassari, la scuola in ospedale è stata istituita, per volere delle agenzie locali, dall’anno scolastico 2002-2003, relativamente alle cliniche di Ortopedia e Pediatria e per le sole scuole materna e primaria.

L’ampliamento, durante l’anno scolastico successivo, ha incluso il reparto di Neuropsichiatria Infantile e l’estensione dell’offerta didattica, in tutte e tre le succitate cliniche, della scuola Secondaria di Primo Grado.

La scuola in ospedale, da evento episodico legato alla sensibilità di operatori e di istituzioni, si è trasformata in una struttura scolastica reale ed organizzata, nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa delle scuole autonome (art. 21 L. 59/90 ). 

In considerazione della particolarità della condizione degli alunni ricoverati, per i quali devono essere attuati percorsi formativi individualizzati, alla scuola in ospedale spettano i seguenti compiti fondamentali:

•       promuovere l'istruzione degli alunni lungo decenti

•       recuperare i ritardi cognitivi degli alunni ricoverati per brevi periodi

•       programmare gli interventi per gli alunni curati in day-hospital

•       personalizzare la dimensione dell'accoglienza

•       garantire tendenzialmente la presenza di tutti gli ordini e gradi scolastici (ospedali metropolitani)

•       programmare il raccordo con la scuola di provenienza (ospedali medio/piccoli) .

•       Tiene conto dei tempi delle visite mediche e/o dei parenti degli alunni ricoverati, delle terapie, della tipologia e della malattia del minore degente

•        dei tempi e dei ritmi dei diversi reparti

•        del day-hospital e della lungodegenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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